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title: "Quanto costa inserire un nuovo assunto: studio 2026 | ekory"
description: "Inserire un nuovo assunto costa a un’impresa italiana tra 5.300 e 9.300 euro: 16-28 miliardi l’anno. Lo studio ekory su dati Excelsior e INPS."
url: https://ekory.ai/it/blog/the-cost-of-starting-from-scratch
language: it
english: https://ekory.ai/blog/the-cost-of-starting-from-scratch.md
updated: 2026-09-17
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Ricerca 17 settembre 2026 16 min di lettura

# Quanto costa ripartire da zero

L’inserimento di un nuovo assunto richiede circa quattro mesi prima che la persona renda a pieno, e un centinaio di ore dei colleghi. Per un’impresa italiana vale tra 5.300 e 9.300 euro per persona, tra 16 e 28 miliardi l’anno in tutto il paese. Come ci siamo arrivati, dato per dato.

- **5.300-9.300 €** il costo dell’inserimento per ogni nuovo assunto, stima ekory
- **4 mesi** il tempo medio perché un nuovo assunto qualificato renda a pieno
- **16-28 mld €** l’anno: quanto spendono le imprese italiane per inserire chi arriva

## In breve

- **Inserire un nuovo assunto costa a un’impresa italiana tra 5.300 e 9.300 euro**: tra sei e undici settimane di costo del lavoro, divise tra la produzione persa mentre la persona impara e le ore che i colleghi le dedicano. È una stima ekory costruita su dati Eurostat e su tre indagini presso le imprese.
- **Servono circa quattro mesi** perché un nuovo assunto qualificato renda come i colleghi: 3,8 mesi in Germania, 82 giorni lavorativi in Svizzera. Chi cambia settore o arriva dagli studi ci mette da due a tre volte tanto.
- **Ogni inserimento assorbe circa 100 ore di lavoro dei colleghi**, due settimane e mezza spese a spiegare procedure, strumenti e casi particolari invece che a fare il proprio lavoro.
- **Nel 2025 le imprese italiane hanno programmato 5,8 milioni di entrate**, una su tre per sostituire chi è uscito. Circa 3 milioni erano assunzioni pensate per durare, e inserirle costa tra 16 e 28 miliardi di euro l’anno.
- **Quello che abbassa il costo è documentato**: un inserimento strutturato, un collega di riferimento con tempo vero a disposizione e documenti che rispondono alle domande senza dover chiedere ogni volta a un collega.

## Quante persone assumono le imprese italiane in un anno

Per sapere quanto costa ripartire da zero bisogna prima sapere quante volte succede. Le fonti sono due, e conviene leggerle insieme.

La prima è il **Sistema Informativo Excelsior** di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che ogni mese chiede alle imprese quante persone intendono assumere e con quale contratto. Per il 2025 le imprese private con almeno un dipendente hanno programmato **5.807.270 entrate**, contando i contratti di almeno 20 giorni lavorativi, il 2,3% in meno del 2024. Il dato è affidabile: per il 2024 la previsione di Excelsior si è discostata dal consuntivo INPS di appena 1.500 contratti su 5,66 milioni.

La seconda è l’ **Osservatorio INPS sul mercato del lavoro**, che conta le assunzioni realmente avvenute nel settore privato, comprese quelle brevissime: 8.031.456 nel 2025 (dati provvisori), di cui 1.224.285 a tempo indeterminato e 291.433 in apprendistato. Nello stesso anno 775.354 contratti a termine sono diventati a tempo indeterminato, e si sono registrate circa 1,2 milioni di dimissioni da contratti a tempo indeterminato.

Entrate programmate dalle imprese nel 2025, per tipo di contratto

| Contratto | Entrate | Per sostituire chi è uscito |
| --- | --- | --- |
| Tempo indeterminato | 1.011.130 | 37,2% |
| Apprendistato | 258.490 | 32,0% |
| Tempo determinato | 3.478.380 | 32,9% |
| Altri contratti temporanei | 1.059.260 | 34,2% |
| Totale | 5.807.270 | 33,8% |

Fonte: Unioncamere e Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2025, tabella 5. Gli «altri contratti temporanei» comprendono lavoro a chiamata, somministrazione e collaborazioni.

**Un’entrata su tre serve a sostituire qualcuno che è uscito**: circa 1,96 milioni di ingressi nel 2025. È la ripartenza da zero nella forma più pura: la posizione esisteva, qualcuno sapeva farla, e ora qualcun altro deve impararla. Le altre due su tre ampliano ruoli già presenti in azienda (48,0%) o introducono figure nuove (18,1%).

Excelsior chiede anche perché le imprese usano i contratti a termine. Una parte è stagionale (33%) o legata ai picchi di lavoro (23%), ma **quasi quattro contratti temporanei su dieci, 1.756.840 nel 2025, servono come periodo di prova**: l’impresa assume a termine qualcuno che intende tenere se le cose funzionano. Sono persone che vanno inserite davvero, come quelle assunte a tempo indeterminato.

Il 2026 procede sugli stessi livelli. Per settembre 2026 le imprese hanno programmato 565mila entrate, lo 0,6% in meno di un anno prima, e 1,5 milioni nel trimestre settembre-novembre. Nel 65% dei casi chiedono esperienza specifica: il nuovo assunto ideale sa già fare il mestiere, ma non sa ancora come lo si fa in quella azienda.

## Quanto tempo serve a un nuovo assunto per diventare produttivo

Nessuno è produttivo al primo giorno, nemmeno chi ha esperienza. Deve imparare gli strumenti, le procedure, i clienti, i prodotti e soprattutto le eccezioni: le cose che in quella azienda si fanno in un modo preciso per ragioni che nessuno ha scritto. Per qualche mese rende meno dei colleghi, e l’azienda lo paga per intero.

In Italia nessuno misura questo periodo in modo sistematico. Esistono però tre indagini solide presso le imprese, in paesi vicini, che fanno la stessa domanda: quanto tempo serve perché un nuovo assunto renda come un collega già inserito, e quanto rende nel frattempo.

Quanto ci mette un nuovo assunto a rendere a pieno: le stime disponibili

| Indagine | Chi riguarda | Tempo per rendere a pieno | Produzione persa |
| --- | --- | --- | --- |
| Germania, BIBB, dati 2007 | Lavoratori qualificati, 1.001 imprese | 3,8 mesi | 3,6 settimane di salario |
| Svizzera, dati 2009 | Lavoratori qualificati, 3.947 imprese | 82 giorni lavorativi (circa 4 mesi) | 4,7 settimane (rendimento inferiore del 29%) |
| Regno Unito, Oxford Economics, 2014 | Lavoratori sopra le 25.000 sterline l’anno, cinque settori | 15 settimane dallo stesso settore, 32 da un altro settore, 40 per i neolaureati | Da 3,8 a 8 settimane dallo stesso settore, da 11 a 20 da un altro, da 16 a 24 per i neolaureati |

Fonti: Muehlemann e Pfeifer (IZA, 2013); Mühlemann e Strupler Leiser (IZA, 2015; Labour Economics, 2018); Oxford Economics per Unum (2014). Per la Svizzera la produzione persa è il prodotto delle medie pubblicate (82 giorni lavorativi con un rendimento inferiore del 29%).

Le tre stime convergono. **Un lavoratore qualificato impiega tra tre e quattro mesi a rendere come i colleghi.** In Germania all’inizio i nuovi assunti rendono il 42% in meno di un collega già inserito; in Svizzera il loro rendimento resta in media del 29% più basso per tutto il periodo di adattamento. Nei conti di un’impresa vuol dire perdere, per ogni assunzione, tra tre settimane e mezza e otto settimane di lavoro, anche quando la persona arriva dallo stesso settore.

Il tempo si allunga molto per chi parte da più lontano. Nell’indagine britannica chi arriva da un altro settore ci mette 32 settimane, un neolaureato 40, chi rientra da un periodo di disoccupazione circa un anno. In Italia conta: **per più di un’entrata su tre (36,3%) le imprese non chiedono esperienza** nella professione o nel settore.

C’è anche una differenza per dimensione, e sorprende. Secondo Oxford Economics le imprese con meno di dieci addetti portano a regime chi arriva dallo stesso settore in 12 settimane, quelle con più di 500 in 18. Gli autori ipotizzano che conti la vicinanza: nella piccola impresa il nuovo arrivato lavora accanto al titolare e riceve le risposte subito.

## Quanto tempo dei colleghi assorbe ogni nuovo assunto

La produzione che il nuovo assunto non fa è solo metà del conto. L’altra metà la pagano i colleghi: spiegano, correggono, rispondono, ricontrollano. È un costo che non compare da nessuna parte, perché quelle ore sono già pagate e vengono semplicemente sottratte al lavoro di qualcun altro.

L’indagine svizzera è l’unica che lo misura direttamente. **Ogni nuovo assunto qualificato assorbe in media 99 ore di istruzione informale da parte dei colleghi**, circa due settimane e mezza di lavoro: 95 ore nelle imprese con meno di 50 addetti, 112 in quelle più grandi. In quelle ore, osservano gli autori, i colleghi non possono svolgere il proprio lavoro.

Se si mette in fila tutto quello che costa un’assunzione, la parte che segue la firma pesa molto più della ricerca. In Svizzera trovare il candidato vale il 21% del costo totale, l’adattamento del nuovo assunto il 53% e il tempo dei colleghi il 26%. In Germania uno studio più recente colloca i costi successivi all’assunzione all’84% del totale.

In Italia il modello prevalente è proprio questo: imparare lavorando accanto a qualcuno. Nel 2024 il 51,3% delle imprese ha fatto formazione al personale, e il 18,9% l’ha fatta con l’ **affiancamento**, quasi il doppio di chi ha organizzato corsi interni (9,8%). E quando una figura è difficile da trovare, la risposta più diffusa tra le imprese è assumere qualcuno con competenze simili e formarlo dopo.

Il collega che affianca è spesso il più esperto della squadra, quello a cui tutti chiedono già. Le cento ore di un inserimento si sommano alle domande che quella persona riceve ogni giorno, e arrivano negli stessi anni in cui le imprese si preparano a sostituire chi va in pensione ([3,1 milioni di persone entro il 2029](https://ekory.ai/it/blog/the-cost-of-retiring-know-how)).

## Quanto costa inserire un nuovo assunto

Con questi elementi si può fare il conto. Il costo dell’inserimento è la somma di due voci: la produzione che il nuovo assunto non fa mentre impara, misurata in settimane del costo del suo ruolo, e le ore che i colleghi gli dedicano, al loro costo orario. Per il costo del lavoro usiamo il dato Eurostat più prudente disponibile per l’Italia, quello delle imprese tra 10 e 49 addetti, dove nel 2024 un dipendente a tempo pieno costava 43.048 euro l’anno: 828 euro a settimana, 24,27 euro l’ora.

Il costo dell’inserimento per ogni nuovo assunto, in tre scenari

| Scenario | Produzione persa | Ore dei colleghi | Costo per assunzione |
| --- | --- | --- | --- |
| Prudente | 3,6 settimane (Germania) | 95 (piccole imprese) | 5.300 € |
| Centrale | 4,7 settimane (Svizzera) | 99 (media) | 6.300 € |
| Alto | 8 settimane (Regno Unito, stesso settore) | 112 (grandi imprese) | 9.300 € |

Elaborazione ekory. Costo del lavoro: Eurostat, indagine sul costo del lavoro 2024, Italia, imprese con 10-49 addetti. Ore dei colleghi: indagine svizzera, 2009. Valori arrotondati alle centinaia.

**Inserire un nuovo assunto costa quindi tra 5.300 e 9.300 euro, con un valore centrale di 6.300**. Sono tra sei e undici settimane di costo del lavoro: da un mese e mezzo a due mesi e mezzo pagati per intero prima che la persona renda come le altre. Una piccola impresa che inserisce dieci persone l’anno spende tra 53 e 93 mila euro, e la cifra non compare in nessuna voce di bilancio.

Sono cifre prudenti per costruzione. Non contano la ricerca del candidato (tra il 16% e il 35% del costo totale di un’assunzione, a seconda dell’indagine), i corsi esterni, gli errori fatti mentre si impara, né il caso di chi se ne va prima di aver reso a pieno. Soprattutto, applicano a tutti il percorso di chi arriva dallo stesso settore: per chi cambia mestiere o è al primo impiego il tempo è da due a tre volte più lungo.

## Quanto costa all’Italia: tra 16 e 28 miliardi l’anno

Per passare dall’azienda al paese bisogna decidere quali assunzioni contare. Le abbiamo contate in modo prudente: **solo quelle pensate per durare**, cioè le entrate a tempo indeterminato, in apprendistato e i contratti a termine usati come periodo di prova. Nel 2025 sono state 3.026.460. Restano fuori i 2,8 milioni di contratti stagionali, per picchi di lavoro o per sostituzioni temporanee, anche se un cameriere stagionale va comunque istruito.

Il costo annuo dell’inserimento in Italia, per perimetro e scenario (miliardi di euro)

| Assunzioni considerate | Numero | Prudente | Centrale | Alto |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| Tempo indeterminato e apprendistato | 1.269.620 | 6,7 | 8,0 | 11,9 |
| Più i contratti a termine usati come prova | 3.026.460 | 16,1 | 19,1 | 28,2 |

Elaborazione ekory su entrate programmate nel 2025 (Excelsior) e costo del lavoro nel 2024 (Eurostat, imprese con 10-49 addetti).

Il risultato è che **le imprese italiane spendono ogni anno tra 16 e 28 miliardi di euro per portare i nuovi assunti alla piena produttività**, circa 19 miliardi nello scenario centrale. Anche contando soltanto i contratti a tempo indeterminato e l’apprendistato, la cifra resta tra 6,7 e 11,9 miliardi.

Due verifiche dicono che la stima tende a stare bassa. Le assunzioni stabili realmente avvenute nel 2025, secondo l’INPS, sono state 1.515.718, più delle 1.269.620 previste da Excelsior: con il dato INPS il perimetro stretto vale tra 8,1 e 14,1 miliardi. E usando il costo del lavoro medio delle imprese con almeno 10 addetti invece di quello delle piccole, il totale sale a 19,5-34 miliardi.

## Settore per settore: dove si concentra il costo

Excelsior pubblica per settore la quota di entrate stabili, a tempo indeterminato o in apprendistato. Applicando a ciascun settore il suo costo del lavoro si vede dove si concentra la spesa. Per prudenza qui contiamo solo le assunzioni stabili, perché la quota di contratti a termine usati come prova non è pubblicata per settore.

Il costo dell’inserimento delle assunzioni stabili, per settore (2025)

| Settore | Assunzioni stabili | Costo per assunzione (€) | Costo annuo (mld €) |
| --- | --- | --- | --- |
| Industria manifatturiera e utilities | 295.400 | 5.500-9.600 | 1,6-2,8 |
| Costruzioni | 157.300 | 5.200-9.100 | 0,8-1,4 |
| Commercio | 182.000 | 5.500-9.700 | 1,0-1,8 |
| Turismo, alloggio e ristorazione | 174.300 | 4.000-7.100 | 0,7-1,2 |
| Servizi alle imprese e alle persone | 443.100 | 5.500-9.600 | 2,4-4,3 |
| Totale | 1.252.000 | | 6,6-11,5 |

Elaborazione ekory. Assunzioni stabili: entrate 2025 moltiplicate per la quota a tempo indeterminato e apprendistato di ciascun settore (Excelsior). Costo del lavoro: Eurostat 2024, imprese con 10-49 addetti (sezioni C, F, G e I; per i servizi media delle sezioni K-N e P-S pesata sulle entrate). Escluso il settore primario (16mila assunzioni stabili).

I settori si somigliano più di quanto ci si aspetterebbe: un inserimento costa quasi ovunque tra cinque e diecimila euro, perché quasi ovunque vale circa due mesi di lavoro. Fa eccezione il turismo, dove il lavoro costa meno e, secondo l’indagine svizzera, l’adattamento è anche più breve (40 giorni lavorativi invece di 82): la riga del turismo è quindi probabilmente alta. La differenza vera la fanno i volumi: servizi e manifattura valgono più della metà della spesa.

## Che cosa abbassa il costo, secondo la ricerca

Il tempo di inserimento non è una costante. Cambia da un’azienda all’altra, e la ricerca sull’ingresso dei nuovi assunti, che gli studiosi chiamano socializzazione organizzativa, è piuttosto concorde su che cosa lo determina.

- **Capire il proprio ruolo, sentirsi capaci, sentirsi accettati.** La meta-analisi di Bauer e colleghi su 70 campioni di neoassunti ha mostrato che sono questi tre stati a collegare un buon inserimento a prestazioni, soddisfazione e permanenza in azienda. L’aggiornamento del 2025, su 183 studi, conferma quanto pesi l’accettazione da parte dei colleghi.
- **Un inserimento strutturato, non lasciato al caso.** Le linee guida della SHRM Foundation distinguono quattro elementi, le «quattro C»: rispetto di regole e adempimenti, chiarezza sul ruolo, cultura dell’azienda, relazioni con i colleghi. Quasi tutte le aziende coprono il primo; secondo la stessa fonte circa il 30% si ferma lì o poco oltre. In un caso che cita, Texas Instruments, chi ha seguito un programma di inserimento migliorato è diventato pienamente produttivo due mesi prima.
- **Un collega di riferimento, con tempo vero.** Nel programma di Microsoft il 56% dei nuovi assunti che hanno incontrato il proprio «buddy» almeno una volta nei primi 90 giorni dice che li ha aiutati a diventare produttivi in fretta; tra chi l’ha incontrato più di otto volte la quota sale al 97%. È la percezione dei neoassunti, non una misura, ma la direzione è chiara.
- **Il contatto con chi sa.** Il dato britannico sulle piccole imprese (12 settimane contro 18) suggerisce che conti la vicinanza a qualcuno che conosce davvero il lavoro e risponde subito.
- **Documenti che rispondono.** Spesso un nuovo assunto chiede ai colleghi perché non trova da solo quello che gli serve. Nel [nostro studio precedente](https://ekory.ai/it/blog/the-cost-of-knowledge-that-cant-be-found) abbiamo usato la stima secondo cui i colletti bianchi dedicano il 19% del tempo a cercare informazioni che l’azienda già possiede; per chi è appena arrivato e non sa ancora dove cercare è ragionevole aspettarsi di più.

I margini ci sono, perché il punto di partenza è basso: secondo Gallup solo il 12% dei dipendenti è pienamente d’accordo che la propria azienda faccia un ottimo lavoro nell’inserire i nuovi arrivati. Per l’Italia una misura comparabile non esiste.

## Cosa può fare un’azienda, in ordine di fattibilità

1. **Misurare il tempo di inserimento.** Quanto ci mette, da voi, un nuovo assunto a lavorare da solo? Chiedetelo ai responsabili delle ultime cinque assunzioni: il numero, una volta visto, non si dimentica.
2. **Preparare prima del primo giorno.** Accessi, materiali del ruolo, un piano delle prime settimane e un collega di riferimento con ore riservate in agenda. Ogni giorno di attesa è un giorno pagato senza produzione.
3. **Rendere i documenti interrogabili.** Gran parte delle domande di un nuovo assunto ha già una risposta scritta da qualche parte. Se la trova da solo, con la fonte, il collega più esperto risponde solo alle domande che richiedono davvero lui.
4. **Trasformare le risposte in materiale.** Ogni domanda nuova a cui un collega risponde è una pagina che manca. Scriverla una volta fa risparmiare l’ora successiva, e quella dell’assunzione dopo.
5. **Fare il punto a 30, 60 e 90 giorni.** Non come formalità: per capire che cosa manca al nuovo assunto, e che cosa manca all’azienda per inserire meglio le persone.

Per i primi tre punti esistono strumenti nuovi. Un agente AI che lavora sui documenti dell’azienda risponde al nuovo assunto citando documento e pagina, e dagli stessi materiali può preparare un corso con lezioni, podcast e quiz, con il responsabile che vede chi l’ha completato. È quello che fa ekory: vedete come funziona per le [aziende che crescono](https://ekory.ai/it/scaleups) e nella [pagina del prodotto](https://ekory.ai/it/product). La guida pratica, settimana per settimana, è in [Onboarding con l’AI: i primi 90 giorni](https://ekory.ai/it/blog/onboarding-with-ai-first-90-days).

## Nota metodologica e limiti

La stima è costruita in modo che chiunque possa rifarla con una calcolatrice. Per ogni assunzione: costo dell’inserimento = settimane di produzione persa × costo settimanale del lavoro + ore dei colleghi × costo orario del lavoro.

- **Assunzioni**: entrate programmate dalle imprese per il 2025 (Excelsior), contratti di almeno 20 giorni lavorativi, imprese private con almeno un dipendente. Perimetro largo: tempo indeterminato (1.011.130) più apprendistato (258.490) più contratti temporanei usati come periodo di prova (1.756.840) = 3.026.460. Perimetro stretto: solo i primi due, 1.269.620.
- **Produzione persa**: 3,6 settimane nello scenario prudente (Germania: costo medio della minore produttività, 1.975 euro, su un salario mensile di 2.365 euro, cioè 0,84 mesi); 4,7 nel centrale (Svizzera: 82,2 giorni lavorativi con una produttività inferiore del 28,7%, diviso cinque giorni lavorativi a settimana); 8 nell’alto (Regno Unito: massimo della forbice per chi arriva dallo stesso settore).
- **Ore dei colleghi**: 95,5 (imprese svizzere con meno di 50 addetti), 98,6 (media) e 111,7 (imprese con almeno 50 addetti).
- **Costo del lavoro**: Eurostat, indagine sul costo del lavoro 2024, Italia, industria, costruzioni e servizi esclusa la pubblica amministrazione, imprese con 10-49 addetti: 43.048 euro l’anno per dipendente equivalente a tempo pieno (827,8 euro a settimana, dividendo per 52) e 24,27 euro l’ora. È il valore più basso tra le classi dimensionali disponibili; non lo abbiamo aggiornato al 2025.
- **Il calcolo**: scenario prudente 3,62 × 827,8 + 95,46 × 24,27 = 2.997 + 2.317 = 5.313 euro; centrale 4,72 × 827,8 + 98,60 × 24,27 = 3.907 + 2.393 = 6.300 euro; alto 8,00 × 827,8 + 111,73 × 24,27 = 6.622 + 2.712 = 9.334 euro. Moltiplicati per 3.026.460 assunzioni danno 16,1, 19,1 e 28,2 miliardi; per 1.269.620, 6,7, 8,0 e 11,9 miliardi.
- **Settori**: quota stabile per settore pubblicata da Excelsior applicata alle entrate di ciascun settore; costo del lavoro Eurostat delle sezioni corrispondenti; stesse settimane e ore per tutti i settori. Poiché il costo del lavoro cambia da settore a settore ed è escluso il settore primario, il totale per settori (6,6-11,5 miliardi) differisce di poco dal perimetro stretto nazionale.

I limiti vanno detti con chiarezza. Primo: i tempi di inserimento vengono da indagini tedesche, svizzere e britanniche, con dati del 2007, del 2009 e del 2014; in Italia non esiste una misura comparabile, ed è anche per questo che pubblichiamo la stima. Secondo: le indagini tedesca e svizzera riguardano lavoratori qualificati, e applicare la loro media a tutte le assunzioni sovrastima il costo per i ruoli più semplici, mentre lo sottostima per chi cambia settore o è al primo lavoro. Terzo: le entrate di Excelsior sono contratti, non persone, e comprendono anche il part-time (il 33% delle assunzioni a tempo indeterminato secondo l’INPS). Quarto: nell’indagine svizzera il costo medio di adattamento pubblicato (8,4 settimane di salario, formazione compresa) è più alto del prodotto delle medie che usiamo nello scenario centrale. Nel complesso, le scelte fatte tengono la stima verso il basso.

## Domande frequenti

### Quanto tempo serve a un nuovo assunto per diventare produttivo?

Per un lavoratore qualificato servono in media tra tre e quattro mesi: 3,8 mesi secondo l’indagine tedesca, 82 giorni lavorativi secondo quella svizzera. Chi arriva da un altro settore o dagli studi impiega molto di più: nell’indagine britannica 32 settimane chi cambia settore e 40 un neolaureato.

### Quanto costa l’onboarding di un nuovo dipendente?

Secondo la stima ekory, a un’impresa italiana l’inserimento costa tra 5.300 e 9.300 euro per persona, con un valore centrale di 6.300. Sono tra sei e undici settimane di costo del lavoro, divise tra la produzione che il nuovo assunto non fa mentre impara e le circa cento ore che gli dedicano i colleghi. La ricerca del candidato non è compresa.

### Quante assunzioni sono previste in Italia nel 2026?

Excelsior pubblica previsioni mensili: per settembre 2026 le imprese hanno programmato 565mila entrate, e 1,5 milioni nel trimestre settembre-novembre, in linea con l’anno prima. Nell’intero 2025 le entrate programmate sono state 5,8 milioni, circa una su cinque stabile, a tempo indeterminato o in apprendistato.

### Quante persone cambiano lavoro in Italia ogni anno?

Nel 2025 i datori di lavoro privati hanno registrato 8 milioni di assunzioni e 7,7 milioni di cessazioni, contando anche i contratti brevi (INPS). Le dimissioni da contratti a tempo indeterminato sono state circa 1,2 milioni. Nelle previsioni delle imprese, un’entrata su tre serve a sostituire qualcuno che è uscito.

### Come si riduce il tempo di inserimento?

La ricerca indica tre leve: un inserimento strutturato, con un piano e tappe chiare; un collega di riferimento con tempo riservato; materiali che rispondono alle domande senza dover chiedere ogni volta. In un caso documentato, Texas Instruments, un programma migliore ha portato i nuovi assunti alla piena produttività due mesi prima.

### Perché l’inserimento costa anche ai colleghi?

Perché quasi tutto quello che un nuovo assunto impara, lo impara da qualcuno. In Svizzera ogni inserimento assorbe in media 99 ore di istruzione informale da parte dei colleghi, il 26% del costo totale di un’assunzione. In Italia l’affiancamento è la forma di formazione più usata dopo i corsi esterni.

## Riferimenti

1. Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, [_La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2025_](https://excelsior.unioncamere.net/pubblicazioni/2025/domanda-di-professioni-e-di-formazione-delle-imprese-italiane-nel-2025), 2026 (tabelle 4 e 5, figura 27, tavola 30 dell’allegato statistico, allegato 1).
2. Unioncamere, Ministero del Lavoro, [«Lavoro: a settembre 565mila entrate programmate dalle imprese»](https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/documenti/11092026_com_Excelsior_Settembre26.pdf), comunicato stampa, 11 settembre 2026.
3. Unioncamere, Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, [_Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2025-2029)_, II aggiornamento](https://excelsior.unioncamere.net/pubblicazioni/2025/previsioni-dei-fabbisogni-occupazionali-e-professionali-italia-medio-termine2025), 2026.
4. INPS, [_Osservatorio sul mercato del lavoro: assunzioni, trasformazioni e cessazioni_, gennaio-dicembre 2025](https://www.inps.it/content/dam/inps-site/pdf/dati-analisi-bilanci/osservatori-statistici/osservatorio-precariato/OssMercato_Lavoro_GEN-DIC2024-2025.pdf), dati provvisori elaborati al 10 marzo 2026.
5. S. Muehlemann, H. Pfeifer, [_The Structure of Hiring Costs in Germany: Evidence from Firm-Level Data_](https://docs.iza.org/dp7656.pdf), IZA Discussion Paper 7656, 2013; pubblicato in _Industrial Relations_, 55(2), 2016.
6. S. Mühlemann, M. Strupler Leiser, [_Ten Facts You Need To Know About Hiring_](https://docs.iza.org/dp9363.pdf), IZA Discussion Paper 9363, 2015; pubblicato come [«Hiring costs and labor market tightness»](https://doi.org/10.1016/j.labeco.2018.04.010), _Labour Economics_, 52, 2018.
7. C. Linckh, S. Mühlemann, H. Pfeifer, _Beggars cannot be choosers: labor market tightness and hiring standards, wages, and hiring costs_, Leading House Working Paper 217, 2024.
8. Oxford Economics per Unum, [_The Cost of Brain Drain_](https://www.oxfordeconomics.com/resource/the-cost-of-brain-drain/), febbraio 2014.
9. Eurostat, [Labour cost, wages and salaries by NACE activity (lc\_ncost\_r2)](https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/lc_ncost_r2/default/table), indagine sul costo del lavoro 2024, dati aggiornati al 15 settembre 2026.
10. T. N. Bauer e altri, [«Newcomer adjustment during organizational socialization: A meta-analytic review of antecedents, outcomes, and methods»](https://doi.org/10.1037/0021-9010.92.3.707), _Journal of Applied Psychology_, 92(3), 2007.
11. T. N. Bauer e altri, [«New Horizons for Newcomer Organizational Socialization: A Review, Meta-Analysis, and Future Research Directions»](https://doi.org/10.1177/01492063241277168), _Journal of Management_, 51(1), 2025.
12. T. N. Bauer, [_Onboarding New Employees: Maximizing Success_](https://studentaffairs.uga.edu/wp-content/uploads/2021/08/Onboarding-New-Employees.pdf), SHRM Foundation, 2010 (copia ospitata dalla University of Georgia).
13. Microsoft WorkLab, [«Strategies for Onboarding in a Hybrid World»](https://www.microsoft.com/en-us/worklab/strategies-for-onboarding-in-a-hybrid-world), 29 giugno 2021.
14. Gallup, [«Why the Onboarding Experience Is Key for Retention»](https://www.gallup.com/workplace/235121/why-onboarding-experience-key-retention.aspx), 16 maggio 2018.
15. ekory, [_Il costo della conoscenza che non si trova_](https://ekory.ai/it/blog/the-cost-of-knowledge-that-cant-be-found), luglio 2026.

## Altre ricerche e articoli.

- [L’AI negli studi legali: segreto professionale, legge 132/2025 e usi che reggono](https://ekory.ai/it/blog/ai-in-law-firms): Settori 15 settembre 2026 Il segreto vale anche verso i fornitori di AI, il cliente va informato, e le citazioni inventate dall’AI sono già arrivate davanti ai giudici, anche in Italia.

- [Quante aziende italiane usano l’AI nel 2026: i dati per dimensione e settore](https://ekory.ai/it/blog/ai-adoption-in-italian-companies-2026): Ricerca 8 settembre 2026 Usa l’AI il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti: il 53,1% delle grandi, il 14,2% delle piccole. I dati per dimensione e settore, a confronto con l’Europa.

- [Tutte le ricerche e gli articoli.](https://ekory.ai/it/blog): Risorse Dati, normative e casi, in italiano e in inglese.

## Raccontateci un processo che fate a mano. Ve lo facciamo vedere sui vostri materiali.

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