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AI per case editrici e agenzie letterarie: diritti, cataloghi, rendiconti e manoscritti

Tre case editrici italiane su quattro usano già strumenti di intelligenza artificiale, secondo l’Associazione Italiana Editori. L’uso più utile è anche il più semplice da difendere: far rispondere l’AI sui vostri contratti, rendiconti e metadati, con la clausola e la pagina, senza dare a nessuno le opere per addestrare un modello.

  • 8.645 diritti di traduzione venduti all’estero nel 2025, il record dal 2001
  • 75% delle case editrici usa già strumenti di AI (indagine AIE, fine 2025)
  • 28% ha ricevuto richieste di licenza dei propri contenuti per un modello linguistico

In breve

  • Nel 2025 l’editoria italiana ha venduto all’estero 8.645 diritti di traduzione, il record da quando l’Associazione Italiana Editori (AIE) li conta, cioè dal 2001, e ne ha comprati 9.470: oltre 18.000 contratti in un anno, ognuno con territori, formati e scadenze.
  • Tre case editrici su quattro usano già l’AI (indagine AIE, fine 2025), il 92% di queste in redazione. Il 28% ha ricevuto richieste di licenza dei propri contenuti per un modello linguistico; tra queste solo il 4% ha firmato.
  • Far leggere all’AI i propri contratti e rendiconti non significa dare le opere in addestramento: l’AI consulta i documenti quando le fate una domanda e cita la fonte. Se i contenuti possono addestrare un modello lo decide il contratto con il fornitore.
  • Le regole sull’addestramento sono tre: l’opt-out dall’estrazione di testo e di dati (direttiva UE 2019/790, art. 4), gli obblighi di trasparenza dei modelli di uso generale (AI Act, art. 53, dal 2 agosto 2025) e l’art. 70-septies della legge sul diritto d’autore, introdotto dalla legge 132/2025.
  • In Italia chi ha in licenza i diritti di un autore deve informarlo almeno ogni sei mesi su chi sfrutta l’opera, come e con quali ricavi (art. 110-quater, legge 633/1941).

01 Quanto vale l’editoria italiana, e perché i diritti sono un lavoro di memoria

Secondo il Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026 dell’Associazione Italiana Editori (AIE), presentato a Francoforte il 7 ottobre 2026, nel 2025 le vendite complessive di libri in Italia sono state di 3,198 miliardi di euro, l’1,2% in meno, contando varia, scolastica, editoria professionale e universitaria, export e vendite alle biblioteche. Il 2026 è partito meglio: nei primi nove mesi la varia a stampa è cresciuta del 3,2%.

Il numero che conta per chi lavora sui diritti è un altro. Nel 2025 sono stati firmati 8.645 contratti per la vendita all’estero di diritti di traduzione di libri italiani, quasi cinque volte i 1.800 del 2001 e il risultato migliore da quando l’AIE li rileva, e sono stati acquistati i diritti di 9.470 titoli stranieri. I libri italiani sono arrivati in 45 lingue e 64 paesi.

L’editoria italiana in cifre
Voce Valore Variazione
Vendite complessive, 2025 3,198 miliardi € -1,2%
Varia a stampa nei canali trade, 2025 1,484 miliardi € -2,1%
Diritti di traduzione venduti all’estero, 2025 8.645 +1,9%
Diritti di traduzione acquistati, 2025 9.470 -3,5%
Titoli a stampa pubblicati, 2025 84.737
Catalogo vivo 1,53 milioni di titoli
Varia a stampa, primi nove mesi del 2026 1.026,5 milioni € +3,2%

Fonti: AIE, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026 (sintesi) e comunicati del 30 gennaio e del 7 ottobre 2026; dati di mercato NielsenIQ BookData.

In pratica significa oltre 18.000 contratti di traduzione in un anno, ognuno con i suoi territori, lingue, formati, scadenze e opzioni. Alla Fiera di Francoforte di quest’anno gli espositori italiani, agenti letterari compresi, erano 134. La domanda che conta di più è anche la più semplice: questo diritto è ancora libero?

02 Dove vive la conoscenza di una casa editrice o di un’agenzia letteraria

Non sta in un unico programma. Sta in contratti firmati in anni diversi, in rendiconti in formati diversi, in fogli di calcolo tenuti da una persona sola e nella memoria di chi segue un autore da vent’anni.

Dove si trova la conoscenza, e a cosa risponde
Dove si trova Cosa contiene La domanda tipica
Contratti di edizione e di agenzia Diritti per territorio e formato, durata, opzioni, anticipi «I diritti tedeschi sono ancora liberi?»
Contratti di cessione all’estero Licenze di traduzione, scadenze, royalty «Quando scade la licenza in Spagna?»
Rendiconti delle royalty Copie vendute, ricavi, anticipo recuperato «Quanto spetta all’autrice per questo semestre?»
Metadati del catalogo Codici ISBN, formati, prezzi, schede «Quali titoli hanno anche l’audiolibro?»
Proposte e manoscritti Sinossi, schede di lettura «Abbiamo già letto questo autore?»
Lettere, email, note di fiera Promesse, prelazioni, desideri degli editor «Cosa abbiamo promesso a questo autore nel 2009?»
Norme redazionali Grafie, citazioni, convenzioni della casa «Come scriviamo le date nei saggi?»

Domande d’esempio scritte da noi a partire dai documenti tipici di una casa editrice e di un’agenzia.

Tenere in ordine questa memoria è anche un obbligo. Dal 7 giugno 2022 l’articolo 110-quater della legge sul diritto d’autore impone a chi ha ricevuto in licenza o acquistato i diritti di un autore di informarlo con cadenza almeno semestrale su chi sfrutta l’opera, compresi i sublicenziatari, in quali modi, con quali ricavi e con quale compenso dovuto. L’AGCOM può sanzionare fino all’1% del fatturato, e se le informazioni mancano la legge presume che il compenso sia inadeguato.

Il 110-quinquies aggiunge il diritto a una remunerazione ulteriore quando quella pattuita si rivela sproporzionatamente bassa; il 110-septies permette all’autore di risolvere il contratto o revocare l’esclusiva se l’opera non viene sfruttata nei termini. Sapere se un titolo rischia di tornare all’autore, o se un rendiconto è completo, vuol dire trovare la clausola in pochi secondi.

03 Quali domande può risolvere l’AI in una casa editrice o in un’agenzia

Un agente AI, cioè un programma che legge i documenti che gli date e risponde indicando la fonte, non sostituisce nessuno. Toglie il primo passaggio, la ricerca della clausola o del rendiconto giusto:

  • Diritti esteri: cosa è libero, dove e in quale formato; cosa è opzionato e fino a quando.
  • Amministrazione: quanto spetta a un autore, se l’anticipo è recuperato, quale riga non torna con il contratto.
  • Redazione: come la casa scrive nomi, date e citazioni; quale versione di un testo è stata approvata.
  • Commerciale e marketing: schede, formati e prezzi coerenti con i metadati del catalogo.
  • Agenzia in fiera: il catalogo dei diritti con i territori ancora liberi; cosa ha comprato un editor di recente.

Due condizioni decidono se lo strumento resta in uso. Ogni risposta deve citare il documento e la pagina, perché nessun agente conferma un diritto a un editore straniero sulla base di una frase che non può verificare. E quando un documento manca, l’AI deve dirlo: un diritto dato per libero e già opzionato costa più di una risposta lenta.

05 Usare l’AI sui vostri documenti non è dare le opere in addestramento

Tutte queste regole riguardano l’addestramento: un modello impara da milioni di testi, che ne modellano il funzionamento per chiunque lo usi. Far leggere all’AI i vostri contratti, rendiconti e metadati è un’altra cosa.

Si chiama RAG, dall’inglese retrieval-augmented generation. La RAG è il metodo con cui un’AI, prima di rispondere, cerca nei documenti che le avete dato i passaggi pertinenti e costruisce la risposta su quelli, indicando da dove li ha presi. Il modello non impara nulla: legge quando gli fate la domanda, come un collega con l’archivio aperto.

Anche la RAG tocca il diritto d’autore quando un servizio la usa su opere altrui, per esempio libri o articoli riassunti per i propri utenti, e la risoluzione del Parlamento europeo la cita accanto all’addestramento. Una casa editrice che interroga i propri contratti è nel caso opposto: documenti dell’azienda, letti per l’azienda. Il confine va però scritto. Prima di scegliere uno strumento, chiedete:

  1. I nostri contenuti addestrano modelli? La risposta deve essere no, per iscritto, anche per i fornitori dei modelli che lo strumento usa.
  2. Dove sono conservati? I contratti contengono dati personali degli autori: meglio un archivio in Europa.
  3. Chi vede cosa? L’agente i suoi autori, l’amministrazione i rendiconti: i permessi devono valere anche per l’AI.
  4. Le risposte citano la fonte? Altrimenti nessuno può controllarle prima di girarle a un editore straniero.
  5. E i manoscritti? Sui testi che vi mandano in lettura i diritti non sono vostri: decidete come trattarli e scrivetelo nelle indicazioni per l’invio.

Proteggere il catalogo dall’addestramento altrui è un’altra questione. Online la riserva va espressa in modo leggibile da una macchina: oltre a robots.txt esistono protocolli come TDMRep, nato da un gruppo della comunità W3C (non è uno standard ufficiale), che vale anche nei metadati di EPUB e PDF. Conviene scriverla anche nei contratti e nelle condizioni di licenza. L’altra strada è la licenza: secondo l’AIE il 28% delle case editrici ha ricevuto richieste, ma solo il 4% di queste ha firmato.

È il modo in cui funziona ekory. Gli Eko, i nostri agenti AI, leggono contratti, opzioni, rendiconti e catalogo dove sono già, in Google Drive, SharePoint, OneDrive o Notion, e rispondono con la clausola e la data; ognuno vede solo quello che è condiviso con lui. I vostri contenuti non vengono usati per addestrare i modelli, come prevedono i contratti con i fornitori, tra cui Google, e l’archivio risiede in Europa. Gli esempi sono nelle pagine per le agenzie letterarie e per le case editrici, i dettagli in sicurezza e dati.

06 Come iniziare: quattro passi per una casa editrice o un’agenzia

  1. Scegliete una famiglia di domande. Prima i diritti: «è libero?», «quando scade?». Sono le più frequenti, e un errore lì costa di più.
  2. Collegate le cartelle in cui i contratti sono già. Niente migrazioni: lo strumento giusto legge i file dove sono, anche i PDF scansionati.
  3. Decidete chi vede cosa, per agente, area o ufficio, prima di aprire lo strumento a tutti.
  4. Provatelo sulle domande vere, anche quelle a cui deve rispondere che non lo sa, e contate quante domande arrivano ancora alla persona più esperta.

Servono contratti in ordine e una persona che distingua una risposta giusta da una sbagliata. Quella persona c’è già: è quella a cui oggi tutti fanno la domanda, come raccontiamo in Il collo di bottiglia si chiama quello bravo.

07 Nota metodologica

  • Fonti: documenti AIE, testi di legge su EUR-Lex e Normattiva, pagine della Commissione e del Parlamento europeo, letti nell’originale il 10 ottobre 2026.
  • Oltre 18.000 contratti: somma nostra dei diritti venduti (8.645) e acquistati (9.470) nel 2025.
  • Uso dell’AI: indagine AIE tra i propri associati, fine 2025, riportata nel Rapporto 2026; riguarda gli associati, non tutto il settore. Il 4% è calcolato su chi ha ricevuto richieste di licenza.
  • Domande tipiche: la tabella del secondo capitolo è una nostra illustrazione, non una rilevazione.

Abbiamo lasciato fuori le vendite di e-book e audiolibri, perché il comunicato di gennaio e la sintesi del Rapporto riportano cifre diverse, e il numero delle agenzie letterarie in Italia, che nessuna rilevazione pubblica misura.

Domande frequenti

L’AI può dire se un diritto di traduzione è ancora libero?

Sì, se legge i contratti e le opzioni di quel titolo: indica lo stato del diritto, la scadenza e la clausola da cui li ricava, così l’agente controlla prima di confermare. Se un contratto non è tra i suoi documenti deve dirlo, invece di indovinare.

Se usiamo l’AI sul catalogo, i nostri libri finiscono nell’addestramento dei modelli?

No, se il contratto con il fornitore lo esclude: un’AI che legge i documenti quando le fate una domanda non impara da loro e non li riusa per altri clienti. Fatevelo mettere per iscritto e, per i testi delle opere, controllate cosa prevedono i contratti con gli autori.

Come può un editore fare opt-out dall’addestramento dell’AI?

Riservando il diritto «in modo appropriato», come chiede la direttiva europea: per i contenuti online con strumenti leggibili da una macchina, come robots.txt, che i firmatari del codice di condotta europeo si impegnano a rispettare, o TDMRep, che vale anche nei metadati di EPUB e PDF. La riserva va scritta anche nei contratti e nelle licenze.

Un libro scritto con l’aiuto dell’AI è protetto dal diritto d’autore in Italia?

Dal 10 ottobre 2025 la legge protegge le opere «dell’ingegno umano», anche create con strumenti di AI, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell’autore (articolo 25 della legge 132/2025). La tutela segue il contributo umano, non lo strumento.

Cosa devono rendere pubblico le aziende che sviluppano i modelli di AI?

Per l’articolo 53 dell’AI Act, dal 2 agosto 2025 chi fornisce un modello di uso generale deve avere una politica sul diritto d’autore, rispettare l’opt-out e pubblicare una sintesi dei contenuti di addestramento sul modello della Commissione. I modelli già sul mercato prima di quella data hanno tempo fino al 2 agosto 2027; le sanzioni si applicano dal 2 agosto 2026.

Ogni quanto un editore deve informare gli autori sui ricavi?

Almeno ogni sei mesi, per l’articolo 110-quater della legge sul diritto d’autore: chi sfrutta l’opera, come e con quali ricavi, compresi i sublicenziatari. Vigila l’AGCOM, che può sanzionare fino all’1% del fatturato.

Riferimenti

  1. AIE, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026, sintesi, ottobre 2026.
  2. AIE, Francoforte: record per la vendita di diritti di traduzione dei libri italiani, comunicato stampa, 7 ottobre 2026.
  3. AIE, AIE: persi nel 2025 3 milioni di libri di varia, 30 gennaio 2026.
  4. Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act), artt. 53, 101, 111 e 113, EUR-Lex.
  5. Regolamento (UE) 2026/1744 (Digital Omnibus sull’IA), 8 luglio 2026, EUR-Lex.
  6. Direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, artt. 2, 3, 4 e 30, EUR-Lex.
  7. Commissione europea, modello per la sintesi pubblica dei contenuti di addestramento, 24 luglio 2025, e le relative domande e risposte (in inglese).
  8. Commissione europea, Codice di condotta per i modelli di AI di uso generale (in inglese), 10 luglio 2025.
  9. Commissione europea, consultazione sui protocolli per riservare i diritti di estrazione di testo e di dati (in inglese), 1° dicembre 2025.
  10. Legge 23 settembre 2025, n. 132, artt. 25 e 26, Normattiva.
  11. Legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d’autore, artt. 70-quater, 110-quater, 110-quinquies e 110-septies, Normattiva.
  12. Parlamento europeo, Diritto d’autore e intelligenza artificiale generativa, procedura 2025/2058(INI), risoluzione del 10 marzo 2026, Osservatorio legislativo.
  13. W3C, TDM Reservation Protocol (TDMRep), Final Community Group Report, 10 maggio 2024.
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